Auto in vendita per la Posta Indesiderata

Si possono vendere auto dalla cartella di Posta Indesiderata?

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Si possono vendere auto dalla cartella di Posta Indesiderata?
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Già da qualche tempo ho manifestato le mie perplessità riguardo all’utilizzo del blind Email come forma efficace e opportuna di marketing. L’utilizzo di Email non raccolte personalmente, ma acquistate da fornitori di elenchi esterni, non è una opzione. Aziende che ricorrono a questi mezzi scorretti rivelano pubblicamente i propri limiti commerciali. L’invio alla cieca non è utile né efficace per nessuno, ma devo dire che recentemente per qualcuno lo è ancora di meno. Inviare messaggi pubblicitari e riceverli dentro la Posta Indesiderata non è una manovra di marketing eclatante.

Procedo con ordine. Ritengo sia molto difficile poter vendere seppure delle spille dalla casella di posta indesiderata, per la natura propria del sistema. Per citare il famoso adagio: “chi comprerebbe un’auto usata da Aziende che ti spammano la casella di posta”? Nessuno di certo. Ma in questo caso è proprio di auto che si tratta, e neppure usate, ma nuove di fabbrica. Noto una certa insistenza di recente nel voler pubblicizzare a ogni costo delle automobili via messaggi di posta indesiderata.

Se le auto sono il trend del momento, nulla toglie che queste note siano valide per qualsiasi altro produttore. O Prodotto.

Questo tipo di insistenze bieche, in qualsiasi ambito si manifestino, mi fa subito pensare a male. Magari a un mercato in cui si fa fatica a rimanere a galla, boh. Tutto ciò accade nonostante i mezzi delle Aziende coinvolte. O forse solo per le idee antiquate e sballate di coloro che oggi gestiscono i loro uffici Marketing.

Se queste automobili non le vendono, quale migliore opzione se non quella di farle pure odiare da chiunque riceva i loro messaggi? Se sono così buone e efficienti, perché farle arrivare nelle caselle di posta indesiderata? E non solo nella mia, francamente sarebbe il meno, ma anche in quelle di altre decine di migliaia di utenti. Tutti presumo ugualmente disinteressati. Se questo metodo funzionasse ci sarebbe un boom di vendite, ma non mi pare ci sia.

Questi fenomeni della comunicazione amano i grandi numeri quando si tratta del loro disonore.

Cassetta postale al tramonto

Cassetta postale al tramonto

Come è andata a me con la Posta Indesiderata

Possiedo una Email di Google che utilizzo per gran parte del mio traffico online. È rimasta intonsa fino a qualche anno fa poi, improvvisamente, per un messaggio ricevuto e inviato a altre centinaia di persone in CC (Copia Carbone), mi è stata spammata.

Vivo bene uguale, devo dire, anche perché il filtro antispam di Google è molto valido. Il filtro automatico mi toglie gran parte del lavoro di cernita di messaggi ricevuti. Legittimi oppure spazzatura che siano.

Possiedo anche una macchina, in verità, che mi accompagna da molti anni e che se lei vorrà, terrò ancora bene per gli anni che vorrà concedermi. Non ho bisogno, per il momento, né di una L*** R****, di una P***** o di una C****** (censuro i nomi per pietà). Ma queste Aziende, invece, hanno molto bisogno di me. A quanto sembra.

O meglio hanno molto bisogno di farmi sapere quanto ci tengono alle loro campagne pubblicitarie recapitate alle persone sbagliate.

– cosa serve

Devo dire che il mio comportamento in questi casi è quello di non mollare l’osso con tanta facilità e con nonchalance. Così, al costo di pochi euro all’anno, mi sono procurato una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC). All’arrivo di questi messaggi spazzatura dentro la Posta Indesiderata mi armo di coraggio e procedo in questo modo (in rapida sintesi.)

[Non clicco mai sull’opzione di cancellazione dalla lista reperibile in fondo ai messaggi, perché la richiesta di cancellazione è la prova per gli spammer che la casella esiste ed è attiva. In molti manuali scritti da dementi la sola visualizzazione della mail viene vista come una conquista. E conteggiata come operazione riuscita di marketing. Figuriamoci una azione volontaria di richiesta di cancellazione. Va detto, inoltre, che la cancellazione da una lista non produce risultati significativi. Perché se ci cancellano da una parte, ci riscriveranno dall’altra.]

Sito Web Registro Imprese

Sito Web Registro Imprese

Come replicare allo Spam

Replicare allo spam non solo è necessario, ma è l’unico modo per riuscire a farsi cancellare dalle agenzie di spam. Ci sono agenzie tenaci, ma l’importante è non mollare per far valere i propri diritti alla riservatezza.

– dove reperire l’Email delle Ditte

Mi reco sul sito di Registro Imprese e rintraccio l’Azienda pubblicizzata nel messaggio tramite la funzione “Trova Impresa”. Inserisco i dati dell’Impresa e, eventualmente, non è obbligatorio, anche la provincia, qualora la conosco.

Poi alla pagina dei risultati faccio click sul nome dell’Azienda che corrisponde alla mia ricerca. Se ci sono più Aziende che hanno lo stesso nome bisognerà essere certi che sia l’Azienda citata nell’Email.

Si aprirà una pagina in cui basterà risolvere un CAPTCHA per visualizzare l’indirizzo della PEC della Ditta cercata.

Infocamere risultati ricerca

Infocamere risultati ricerca

Se sono Aziende iscritte alla Camera di Commercio in Italia devono possedere una Email certificata che è disponibile online insieme a tutti i loro dati. Dati pubblici quindi. Basta inserire il nome dell’Azienda e, in alcuni casi, la località della sede legale, e procedere alla visualizzazione della loro PEC.

[La PEC è fondamentale perché senza le info pubbliche contenute su Infocamere, reperire l’Email ufficiale delle Aziende non è facile. Quasi tutti utilizzano dei moduli di contatto online proprio per paura dello Spam (guarda te!). La PEC ha inoltre validità legale e quindi le risposte fornite sono ufficiali e tracciabili.]

– che messaggio inviare

Ho già pronto un bel messaggio che ho scritto qualche tempo fa sulla base della diffida antispam di Paolo Attivissimo (reperibile qui), a cui ho aggiunto un solo paragrafo in calce rispetto all’originale.

Aggiunta in calce inserita da me

– risposte e obiezioni

Molte Aziende accampano la presunzione di non possedere la mia Email e quindi di non poter procedere alla mia cancellazione dai loro registri. Vero forse, ma assolutamente verosimile. Di certo loro conoscono il nome dell’agenzia a cui hanno affidato l’infame compito di spammare le caselle di Posta Indesiderata di utenti ignari.

Così ho aggiunto in coda al messaggio una formula che rileva l’evidenza oggettiva di non poter essere in grado di contattare le agenzie che possiedono la mia Email e quindi la necessità che siano le Ditte direttamente a richiedere la cancellazione della mia Email dai loro registri.

[In tutti i casi è così: le agenzie che spammano le caselle di mail sanno bene che se utilizzassero i loro nomi e domini ufficiali si vedrebbero oscurati i siti in breve tempo dal Garante dela Privacy. Quindi questi fenomeni si servono di nomi fittizi e di domini usa-e-getta registrati in maniera anonima via Domains By Proxy o servizi simili. Questa procedura li rende di fatto non raggiungibili o contattabili in alcun modo. Né via Email o telefono che sia, proprio perché registrati in forma anonima.]

In qualche caso la mia piccola aggiunta finale mi procura il nome dell’agenzia che agisce per conto dell’Azienda. E che è responsabile dei messaggi di Posta Indesiderata.  Essendo anche questa una Ditta registrata su Infocamere mi procuro anche la loro PEC nello stesso modo. Con un “inoltra” (forwarding) del messaggio ricevuto dall’Azienda posso richiedere la cancellazione dell’indirizzo di mail a chi effettivamente possiede i miei dati.

[Anche questa procedura in teoria non è efficace, perché una cancellazione presso l’elenco di Timisoara, sempre che avvenga, non comporta una cancellazione presso l’elenco di Limassol. E la lista degli elenchi posseduti dagli spammer è lunga! Avere comunque un messaggio via PEC in archivio in cui viene richiesta una cancellazione ufficiale è comunque una buona cosa perché potrebbe essere utile in futuro come riferimento in caso di segnalazione al Garante.]

– prestare attenzione al destinatario

È bene stare attenti nel momento in cui si cercano le Aziende su Infocamere. Di solito io vado alla pagina delle info legali dei siti ufficiali, oppure a quella della Privacy o dei Cookie che devono contenere i dati completi di chi opera attraverso il sito (Srl o Spa).

In alcuni casi le Aziende non sono facilmente identificabili per nome perché hanno magari un nome generico oppure concedono l’utilizzo del loro nome a affiliati o associati. In questi casi verificare anche l’indirizzo della sede legale confrontandola con quella delle informative del sito.

Non è elegante mandare a una Ditta una lettera pesante che li diffida di non utilizzare un indirizzo di Email se non è l’Azienda che si cerca.

Mollette da bucato sul filo dei panni

Mollette da bucato sul filo dei panni

Le Risposte

Le risposte che mi arrivano, oh che campionario di nonsensi e di casi mentali e giudiziari.

Se sono Aziende telefoniche la risposta di default è: non abbiamo dati sufficienti che ci consentano di identificarla come cliente. Ma non sono vostro cliente, babbei, ai vostri clienti non spammate loro la casella di posta!

Scambio Mittente con Utente

Imprimatur è il nome utente della mia PEC: questi hanno scambiato il nome utente con il Mittente.

Quasi tutte le Aziende contattate comunque si trincerano dietro il solito adagio “non abbiamo noi i suoi dati, si cancelli dal pulsante sotto la mail”. Anche in questo caso il copia e incolla di messaggi predefiniti è disarmante e rappresenta una squalifica totale dell’operato degli uffici marketing interni.

Non si può gestire un servizio clienti che dia la dimostrazione pubblica di non essere in grado nemmeno di saper leggere i messaggi che arrivano. In qualche caso ho provato anche a rispondere a questi messaggi facendo notare l’incongruenza di non aver nemmeno letto il mio messaggio, ma ovviamente è inutile: si sbatte contro un muro di gommapiuma.

L’automazione delle Aziende si è impossessata pure dei cervelli di coloro a cui viene demandata la funzione più importante, cioè quella di mantenere le relazioni con il pubblico. Specialmente via PEC che, ripeto, è un mezzo che ha valore legale.

Spam insistente

Chi la dura la vince: tra il 22 Giugno e il 12 Luglio devo essermi perso qualcosa di divertente.

L’averci fatto di certo una figura per nulla eclatante per l’immagine complessiva della Ditta, è il segno di quanto il servizio clienti di determinate Aziende sia indietro rispetto alle esigenze dei clienti e alle procedure della rete attuale.

Quando queste Aziende capiranno il danno che stanno facendo a loro stesse e alla loro immagine, sarà di certo troppo tardi per porvi rimedio.

[Photo by texasfeelBasheer TomeAmos Bühler]

Noto con piacere che c’è qualche Servizio Clienti efficiente, ma è la prima e unica risposta seria che ho ricevuto. Fino a ora!

Buona risposta Email

Una buona risposta fornita da un Servizio Clienti efficiente e firmata con Nome e Cognome

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Paolo Pagani

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