Come servirsi dei Social per fare Marketing in Politica

Come servirsi dei Social per fare Marketing in Politica

Comunicazione, Social Media
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Come servirsi dei Social per fare Marketing in Politica
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La Politica ha bisogno di consenso. Da sempre. Prima dell’avvento di Internet i Politici avevano bisogno di costruirsi, prima un solido consenso su base locale per poter sperare, poi, di venire eletti. I voti si prendevano perché si era conosciuti in paese oppure nel quartiere. Quindi da una anche piccola, ma solida base locale si poteva cominciare a scalare l’apparato verso l’alto. Dalla giunta locale si passava a quella provinciale e quindi, se la popolarità cresceva si poteva ambire a ruoli più importanti. Il Marketing in Politica era assolutamente inutile perché il consenso veniva dal basso delle relazioni sociali.

Oggi con la rete è tutto diverso. Il consenso si acquisisce e si mantiene online. Pensare di fare Politica oggi senza il supporto dei Social Media appare velleitario. I Politici devono essere vicini alle esigenze dei cittadini. Allo stesso modo in cui le Aziende fanno prodotti calzati sulle esigenze dei Consumatori. Il giudizio popolare oggi non è più nel passaparola oppure nel sostegno fornito dai vertici dei partiti. Oggi il sostegno proviene quasi esclusivamente dai Social.

Sapersi districare con eleganza dentro i vari Social Media non è semplice. Né facile. I Social rappresentano sempre un’arma a doppio taglio. Se da un parte possono fornirti un consenso epocale, dall’altro possono toglierti qualsiasi punto di riferimento. E stroncare qualsiasi seppur brillante carriera in poco tempo.

Quando si fa riferimento a dichiarazioni politiche, la maggior parte sono giudizi formulati sui Social Media. Si vedono telegiornali pieni di notizie riprese dai profili Facebook o Twitter dei Politici.

Essere lontani dalle esigenze dei propri potenziali elettori significa essere lontani dalla realtà. Il consenso oggi si costruisce attraverso la partecipazione e i Social. Bisogna essere capaci di saper cogliere anche il benché minimo segnale da coloro che domani potrebbero essere i tuoi elettori. Non tanto per il partito o il movimento che rappresenti, ma forse solo per quello che dici!

Il primo elemento significativo del Marketing in Politica è sempre quello di riferirsi sempre al cosiddetto “Paese reale”.

Una ulteriore considerazione iniziale riguarda la libertà concessa dal partito o movimento di appartenenza. Non sto a discutere di questo. Ovviamente le mie considerazioni si rivolgono a coloro che non vengono utilizzati come meri ripetitori degli interessi e della voce ufficiale dei capi delle organizzazioni a cui appartengono. In casi del genere non c’è bisogno di dimostrare alcuna capacità perché la libertà di opinione viene ridotta al minimo.

Radar per monitorare

Radar per monitorare

1. Comprendi le esigenze dei tuoi potenziali elettori monitorando i Social Media

I Social sono la forma contemporanea di comunicazione interpersonale estesa. Questo è noto e lapalissiano. Quindi per cercare di trovare una base di consenso bisogna capire prima di tutto. E per capire bisogna monitorare.

Procurati una lista estesa di hashtag da tenere sott’occhio. Per comprendere di cosa gli Utenti discutono e su cosa sono interessati. Cerca sempre di far conoscere la tua opinione sugli argomenti che raccolgono i maggiori interventi. Perché le discussioni più significative prendono vita e si alimentano sempre sugli argomenti di maggiore interesse.

Gli hashtag consentono di poter tastare il vero polso della rete. Perdere il senso di ciò che si sta discutendo equivale a essere fuori dalla realtà che tutti vivono. Il Marketing in Politica dentro gli hashtag ci deve sguazzare.

2. Dai prova di saper ascoltare

Non rimanere chiuso dentro il mondo ristretto della propaganda bella e buona. Come in tutti gli ambiti, la propaganda fine a sé stessa non produce alcun risultato. Il “votate per me” è stato abbandonato dal ben più efficace “dimmi, ti ascolto”.

La capacità di saper ascoltare è essenziale nel momento il cui si pensa di fare politica restando al servizio del cittadino.

[In Italia c’è una linea di pensiero, molto diffusa, che ritiene sia molto difficile pensare alla politica non come base di clientelismo oppure voto di scambio. Non sto parlando di questo. Ritengo che ci sia una base, quanto ampia penso nessuno sia in grado di poterlo quantificare, di politica vecchia maniera. Coloro che vanno dai politici per richiedere favori oppure per farsi dare permessi in violazione del Piano Regolatore, ci saranno pure. Ma quel tipo di cittadino non riesce a essere più un campione significativo in termini elettorali. Chi va dal politico per proporre uno scambio di favori, rappresenta acqua che è già irrimediabilmente passata. Questo atteggiamento clientelare ritengo oggi non rientri che all’interno della minoranza di coloro che effettivamente esercitano il diritto di voto. Andare dal Politico per farsi assumere il figlio è quanto mai fuori epoca. Di 30 anni almeno!]

3. Espandi il tuo orizzonte se vuoi fare del Marketing in Politica

Espandere l’ambito della propria cerchia di consenso è necessario. Rimanere dentro un piccolo confine e bloccare tutti coloro che esprimono dissenso non è comunicare. È una dimostrazione di debolezza. E la debolezza è il nemico giurato di qualsiasi cammino di Marketing in Politica.

Saper comunicare con tutti è la maniera di riuscire a costruirsi un consenso solido intorno. Se vuoi partecipare ai Social imponendo le tue regole oppure facendo monologhi ti ritroverai da solo. A parlare al vento, quando va bene.

I Social hanno il successo che hanno proprio in virtù della partecipazione. Se non hai intenzione di partecipare alle discussioni oppure partecipi solo alle discussioni che inizi tu, il tuo orizzonte rimarrà sempre molto limitato.

Dimostrazione di capacità

Dimostrazione di capacità nell’equilibrio

4. Dimostra la tua capacità nei fatti

Per comunicare un politico ha bisogno di dimostrare in ogni momento di essere “capace”. Di essere cioè in grado di comprendere i problemi e di trovare le soluzioni adeguate. Perché aldilà della logica del partito o movimento di appartenenza le ideologie è già da tempo che hanno lasciato lo spazio alla risoluzione dei problemi.

Dire cose di sinistra o di destra non ha più senso perché gli elettori non hanno bisogno di ideologia: hanno bisogno di trovare la soluzione ai loro problemi concreti. E per farlo non si rivolgono di certo all’ideologia! Il pane non si vede più da tempo immemore dall’ideologo.

Non c’è bisogno di creare un governo ombra per dimostrare di essere capaci di governare. Per dimostrare di saper governare c’è bisogno di dimostrare di essere capaci di saper risolvere problemi. I problemi, i cittadini li avranno sempre davanti. Se parli sono per fini ideologici, alla fine quando arriverà, se arriverà, il momento di governare sarai del tutto impreparato al ruolo ottenuto. Il Marketing in Politica interpretato solo come campagna ideologica di reclutamento non ti sarà di alcun aiuto nel momento in cui dovrai governare.

Proponiti sempre come persona capace di risolvere i problemi di tutti senza fornire favori a nessuno. Questo tipo di comportamento non potrà che allargare il tuo consenso in maniera esponenziale.

5. Mantieni sempre la calma

C’è, è impossibile negarlo, una parte di Utenti che utilizza i Social solo per seminare odio e zizzania. È una specie di reazione automatica quando non si hanno interlocutori reali.

– gli hater

Quelli che ricevono un qualche rifiuto, privato o pubblico che sia, trovano nella rete un eccellente mezzo per sfogare la propria rabbia. Coloro che si rivolgono in pubblico per sfogare tutta la loro rabbia nei confronti degli altri, lo fanno perché hanno problemi. In massima parte a comunicare.

Diverso è il caso di coloro che presumono sia stato negato loro un diritto posseduto. Anche se si trattava di un diritto che andava a ledere le leggi dello Stato e le regole di convivenza civile. Poco importa.

Quello che importa, è che c’è sempre pronto un esercito di hater (odiatori) che fanno sempre di tutto per provocare. Oppure per mistificare la realtà a loro piacere e a loro interesse. Quello degli hater è un problema con il quale qualsiasi persona che decida di intraprendere un percorso di visibilità pubblica deve fare i conti. Prima o poi.

Più cresce la popolarità, più il profilo diventa un target appetibile per trovare la propria dose di quotidiana visibilità. Sulle spalle e sulla coerenza degli altri.

– come disinnescare gli hater

L’atteggiamento da seguire nei confronti di coloro che forzano sempre i termini della discussione, è quello di proporre davanti ai loro occhi i fatti. Non scendere mai sul campo minato dello scontro diretto. Tanto più sull’offesa personale.

L’offesa personale o lo scontro senza esclusione di colpi, non è utile a nessuno. Specialmente a chi vuole costruirsi un percorso pubblico fatto di competenza e di capacità. Chi vuole governare, o vuole continuare a governare, deve dare prova di sapersi destreggiare anche nelle situazioni più sconvenienti. Essere un politico significa essere capace di mantenere la calma quando tutti intorno a te la stanno perdendo. Come diceva il poeta.

Non offendere mai nessuno, ma porta davanti agli occhi di tutti i fatti. Quelli inoppugnabili e definitivi. Solo i fatti contano. Anche e soprattutto sui Social.

Con le illazioni si costruisce solo il vuoto. Le offese sono il segnale palese di una mancanza cronica di argomentazioni valide.

Oh, sia ben chiaro, ci sono Politici e personaggi pubblici che hanno costruito tutta la loro intera carriera sull’offesa e sull’aggressività personale. Sono scelte personali conseguenti alla formazione umana e culturale di ciascuno.

Per quello che mi riguarda, io ritengo che per essere credibili e competenti non ci sia bisogno né di urlare, né tantomeno di aggredire gli altri. I fatti devono sempre parlare per primi. E per esporre i fatti non c’è bisogno di utilizzare alcuna amplificazione verbale. Non si dimostra di aver ragione urlando.

Premi in pergamena

Premi in pergamena

6. Premia il consenso che si genera intorno a te

Ritwittare un post arguto che ti cita oppure commentare ufficialmente chi dimostra di esser dalla tua parte, produce consenso. Non bisogna mai restare indifferenti a tutti. Se agli hater bisogna rispondere con calma quando le motivazioni per opporti ci sono e sono solide, chi dimostra di essere dalla tua parte va seguito e preso in considerazione sempre.

Trovare voci che espandono il tuo consenso è essenziale. E premiarle per questo è base fondamentale di qualsiasi strategia di consenso. Il Marketing in Politica, quello efficace, passa attraverso la considerazione adeguata data a chi dimostra di meritarla nei fatti.

7. Limita la tua propaganda al minimo indispensabile

Utilizzare i Social solo per farsi propaganda equivale a utilizzarli solo per fini commerciali. E i fini commerciali hanno poco o non hanno alcun impatto sui Social.

Non fare l’elenco di proposte vuote prese dal tuo programma elettorale, magari copiato oppure scarsamente significato per i bisogni delle persone.

Parla sui Social come parleresti con un amico che già ti conosce. Faresti una manfrina ideologica a un tuo amico? Magari una volta; di certo non tutti i giorni e nemmeno 2/3 volte a settimana.

In conclusione…

I Social sono uno strumento da trattare con la debita attenzione. Come tutti gli strumenti debbono saper essere utilizzati. I Social possono portare sia grandi vantaggi che avere conseguenze molto negative. E per fare in modo che non risultino nocivi, bisogna sempre comprenderne a fondo le potenzialità. E soprattutto i limiti.

I Social possono fare molto se non tutto per il Marketing in Politica.

I Social servono per farsi conoscere come realmente si è. Se senti dentro di te agitarsi il demone della Politica, fatta sempre per fornire il suo servizio alla Polis, nei Social troverai il tuo ambiente naturale di espressione e di consenso. Quello vero.

Se invece vuoi fare Politica solo per tornaconto personale, il mio spassionato consiglio è quello di tenerti ben lontano dai Social.

[photo by Paul SimpsonMo RizaMurray BarnesSteven Lilley]

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Paolo Pagani

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