Come riconoscere un Influencer

Come riconoscere un Influencer (quando ne incontri uno)

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Come riconoscere un Influencer (quando ne incontri uno)
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Molto del business web contemporaneo comincia ad appoggiarsi sul mercato degli Influencer. O presunti tali. L’Influencer è il nuovo maître à penser contemporaneo, il personaggio capace di persuadere un gran numero di persone solo con la forza delle proprie opinioni. È una gran cosa per chi cerca una pubblicità che riesca a proporsi in maniera organica. Ma non tutti gli Influencer riescono effettivamente a fare seguito. Imparare a riconoscere un Influencer è essenziale per riuscire a fare business in rete. Nella maniera in cui il business va fatto.

Girando per il web, è facile imbattersi in Influencer di tutti i tipi. Ogni Social ha i suoi Influencer e ogni Social fa più o meno leva sugli Influencer per costruire il suo business. Perché gran parte degli Influencer acquistano annunci pubblicitari a pagamento per mantenere alto il loro livello di notorietà pubblica.

Ci sono Social i cui Utenti rispondono meglio ai consigli degli Influencer e altri che non rispondono affatto. Instagram è in cima alla lista dei Social che tengono in molta considerazione l’opinione degli Influencer. Gli altri seguono.

Riconoscere un Influencer significa capire che seguito possiede

Sui Social gli Influencer contano molto. E la cosa non stupisce. Quindi sono in molti che vogliono, o quantomeno vorrebbero, salire al top della classifica degli Influencer. Ma non tutti ci riescono in maniera lecita, o organica che dir si voglia. Quindi sono in molti a cercare scappatoie per abbreviare la lunga trafila che ti porta a acquistare credito e credibilità maniera naturale. Cioè un po’ alla volta.

Per raggiungere grandi numeri ci vuole costanza, ma soprattutto qualità. E questo è un iter che sono un molti a voler accorciare o percorrere in breve tempo. Tutto e subito è il grido dei nuovi samurai del mercato degli Influencer fai da te. Riconoscere un Influencer significa capire sempre chi hai di fronte.

L’acquisto economico di seguaci è l’elemento più in voga tra coloro che vogliono scalare le posizioni del credito social per arrivare al top. Ma in molti di questi casi casi, si producono dei profili con grandi numeri, ma che raccolgono molto poco in termini di consenso. E non stupisce. Se hai riempito il tuo profilo di profili fantasma (Ghost Follower), come pretendi che interagiscano i fantasmi?

I Ghost Follower sono dei seguaci falsi creati solo con lo scopo di far crescere i numeri del profilo. Ma, essendo virtuali, ovviamente non possono partecipare alla vita delle persone che seguono, perché aperti e gestiti via software.

In massima parte i profili ghost sono profili creati con sistemi automatici e controllati da computer. Un tot al chilo. Quindi di nessuna utilità. Perché i Ghost Follower non partecipano alla vita del profilo. Non possono partecipare perché non sono reali e non sono stati programmati per farlo senza compenso economico.

E quindi utilizzare Influencer che hanno un elevato numero di seguaci acquistati equivale a inviare il proprio messaggio pubblicitario nel vento. O nei meandri oscuri dell’indifferenza, che è poi lo stesso. Riconoscere un Influencer significa saper riconoscere chi utilizza host follower e chi no.

 

Folla di gente in fila

Folla di gente in fila

Regola nr 1: non conta il numero dei follower, ma quanto seguito si ha

Per riconoscere un Influencer bisogna guardare in primis all’effettiva presa esercitata dai post inseriti. Cioè alla qualità dei follower che seguono il profilo. La lealtà dei follower è il primo elemento per capire se l’influenza esercitata è effettiva oppure frutto di mistificazioni.

Una percentuale del 20% di like rispetto al numero dei seguaci è il minimo da richiedere. Perché avere tanti follower e poi avere poco o punto credito è il segno di una evidente anomalia.

Qualche numero, tanto per chiarire.

Se un sedicente Influencer possiede 130.000 follower e poi ogni volta che pubblica un post riceve 300/400 mi piace, la sua percentuale di presa è intorno allo 0,3%. Anche fossero 600 siamo sotto lo 0,5% percento. Un po’ poco per dichiararsi un Influencer oppure per fare corsi su come diventarlo. Ma in giro si trovano fenomeni di questo tipo. Più di uno.

Basta cercarli e lasciarsi pure incantare dalle sirene della presunta notorietà a buon mercato. E soprattutto a presa rapida.

Per chi possiede 50.000 follower, bisogna pensare di raggiungere almeno un 10.000 like a post per dichiararsi Influencer. Altrimenti si tratta poco più che di aria fritta. 10.000 like prodotti ovviamente da Utenti reali a non da bot anonimi.

Quando le percentuali crescono, anche a dismisura, mantenere una media ideale del 20% è difficile. Lo posso capire. Perché più si cresce più magari si attirano follower che non partecipano. Lo so per esperienza diretta. Ma basta analizzare per un un po’ di tempo il profilo per capirne le dinamiche.

Anche lasciarsi guidare dal numero dei like raccolti potrebbe dari risultati significativi quando si tratta di riconoscere un Influencer. È meglio investire su un profilo con 3000 follower che produce 1000 like a post oppure su uno da 90.000 follower che produce lo stesso numero di like?

I like acquistati arrivano a blocchi e in tempi ristretti e poi si concludono dopo poco tempo. A qualche giorno di distanza dalla pubblicazione di un post non c’è mai un like in più. Nemmeno a pagarlo mi verrebbe da dire, ma a pagarlo ci sarebbe. Questo perché i like, o le visualizzazioni si acquistano in blocco e vengono consegnati in poco tempo.

La mia esperienza.

Instagram è da qualche tempo il mio Social di riferimento. Quando ho deciso di cominciare a operare su Instagram, i miei numeri erano davvero bassi.

Instagram è una comunità molto partecipativa. Se non partecipi e pensi solo di trovarti sopra un pulpito, non riuscirai a ottenere risultati da Instagram. Per far crescere i tuoi follower devi fare delle belle foto. Oltre a fare apprezzare agli altri le tue foto. E devi apprezzare tu stesso le belle foto degli altri.

Ho capito fin da subito che dovevo migliorare. Nella qualità delle foto, è ovvio, ma soprattutto nei comportamenti. Se non partecipavo alla vita della comunità i miei post erano praticamente invisibili. Pochi mi piace e poche interazioni.

Così ho cominciato a interessarmi della comunità e a contraccambiare i follow e i like. In questo modo ho cominciato a ricevere più mi piace sulle foto. E a crearmi una base di follower molto partecipativi.

 

Far partecipare significa partecipare

Il mio account Instagram è rimasto dimenticato per un po’ di tempo. Avevo un 80 follower circa, in massima parte derivati da Facebook. E quindi potenzialmente inattivi.

Social hub partecipativo

Social hub partecipativo

Non cercare mai di riconoscere un Influencer dal numero dei follower che ha. Ci sono follower e follower. Prendiamo ad esempio i follower importati da Facebook.

I follower provenienti da Facebook sono pressoché inutili all’interno di Instagram. Perché gli Utenti di Facebook hanno abitudini diverse rispetto a quelli di Instagram.

Su Facebook è come trovarsi su un palco e sputare sentenze, più o meno popolari, è un modo per trovare seguito. Partecipare su Facebook non solo è inutile, ma potrebbe essere anche dannoso. Perché i sedicenti amici di Facebook sono delle entità distanti, che partecipano solo in pochi e rari casi.

Molti di coloro che interagiscono al di fuori delle cerchie ristrette degli amici reali, restano sempre in posizioni marginali. Se commenti stati di persone che non conosci direttamente, difficilmente otterrai in cambio una qualche interazione di ritorno sul tuo profilo.

Su Instagram partecipare è invece essenziale. Partecipare su Instagram significa prendersi cura di tutti. Quando si inseriscono le foto bisogna andare a ringraziare chi ha messo mi piace in maniera diretta. Mettendo un piace di ritorno a chi ha messo mi piace sulle tue foto, creerai inevitabilmente un legame di apprezzamento.

Poi, è chiaro, ci sono persone che fanno delle foto anche orrende, ma che vogliono comunque far parte della comunità. E come tutti anche queste persone vanno tenute nella giusta attenzione. Ovviamente senza esagerare.

Un Influencer si riconosce dalla partecipazione che riesce a stimolare

È vero, non è possibile misurare direttamente la partecipazione che un Influencer riesce a stimolare. In massima parte perché molti dei numeri in ballo possono essere falsificati. Ma in ogni caso è sempre possibile verificare la presa in base al ritorno di immagine che un Influencer riesce a veicolare.

Analizzare i dati provenienti dall’Influencer è essenziale per poterne stabilire la portata e quindi l’effettiva capacità di persuasione. Utilizza un tag diverso oppure crea cloni di Landing Pages oppure strumenti di misurazione per capire che tipo di ritorno ottieni da un determinato profilo.

Se sono profili riempiti di bot, non avrai risultati e il tuo ROI (Return on Investment) sarà molto basso.

Non fare affidamento su un solo Influencer, puntando tutto su un’unica opzione. Esplora sempre prima il mercato e continua a investire solo sulle realtà che ti forniscono maggior ritorno.

Note conclusive…

L’Influencer Market rappresenta oggi una notevole opportunità per chi vuole fare Marketing in maniera organica. Oltre che bypassare le limitazioni imposte da blocker vari di app e software.

Acquisire credibilità in rete è un’operazione che richiede tempo.

Imparare a riconoscere gli Influencer improvvisati da coloro che effettivamente producono credito positivo è essenziale. Solo se riesci a riconoscere gli Influencer veri dai falsi riuscirai a trarre effettivi benefici dalla novità che il mercato degli Influencer rappresenta.

[photos by Aidan GibbonsBanalitiesMathias Pastwa]

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Paolo Pagani

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