Non uccidere la creatività

9 suggerimenti da seguire per non uccidere la creatività

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Non è un mistero che ci siano persone che sono più creative di altre. O almeno che vengano ritenute tali. Per il lavoro che svolgono, magari. Oppure semplicemente perché hanno più possibilità rispetto ad altri di poter stimolare il loro lato creativo. Ma oltre ai creativi di professione c’è una fetta di individui che dimostra male, o non dimostra affatto, alcuna propensione alla creatività. Non sempre e non solo la carenza di creatività è imputabile esclusivamente a una propensione naturale a riguardo. In molti casi l’assenza di creatività è dovuta al fatto che si adottano comportamenti mentali errati. Comportamenti che producono l’effetto di allontanare gli stimoli dal processo creativo. Perché uccidere la creatività per i comportamenti errati, è un attimo.

La gente è pigra. È un dato di fatto. Il motto contemporaneo, largamente condiviso, è sempre quello del “minimo sforzo per il massimo rendimento”. Ma non sempre questo tipo di condotta produce risultati apprezzabili. Specialmente quando questo comportamento lo si vuole esprimere sempre alla massima potenza.

La mente agisce per modelli. La gran parte delle persone adotta comportamenti in relazione a ciò che si è vissuto (esperienza). Un atteggiamento mentale ampiamente condiviso è quello di applicare schemi noti a situazioni nuove. Questo produce un affievolimento delle necessità creative. Se non hai bisogno di pensare alle possibili conseguenze di un tuo atteggiamento perché già sai come andrà a finire, non hai bisogno di sforzarti per applicare nuovi schemi a situazioni ignote. Non c’è alcun bisogno di reinventare un processo ogni singola volta. Il riferimento tranquillo dell’esperienza bonaria annulla l’esigenza di dover essere creativi.

Diventare Influencer

Come diventare Influencer in 11 semplici mosse

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Quello dell’Influencer è un termine molto utilizzato. In molti casi anche a sproposito. A volerlo proprio definire, un Influencer è una persona che riesce a attrarre verso di sé l’interesse degli altri. E l’attrazione genera sempre consenso in coloro che seguono. Tutti vogliono diventare Influencer perché essere Influencer aumenta in maniera esponenziale la portata di ciò che si pubblica.

L’Influencer nel mio modo personale di vedere le cose, è chi riesce a trainare dietro sé consenso per ciò che dimostra di conoscere. E che gli altri, magari, non sanno. Oppure non sanno nella maniera in cui viene loro proposta.

La conoscenza è fondamentale per avere autorevolezza. E la conoscenza si acquisisce con il tempo e con un certo impegno.

La conoscenza è sempre basata sulle informazioni. Per riuscire a elaborare informazioni in maniera originale c’è bisogno di conoscenza. Indossare decine di abiti al giorno e fotografarsi sempre nelle pose corrette e con gli accessori giusti non è solo fortuna. Ci vuole conoscenza e gusto anche nel riuscire a scegliere dei semplici indumenti dentro un guardaroba.

Pensare di essere autorevoli perché si è letto un post su internet è folle. Oppure sperare di diventare Influencer perché “se ce l’ha fatta lui posso farcela anch’io”, è altrettanto folle. E risvegliarsi bruscamente dalla follia può essere traumatico.

Per diventare Influencer bisogna avere delle opinioni personali molto forti e originali. Senza alcuna originalità, scopiazzando a destra e a manca non si diventa nulla. Né nel breve né nel lungo termine.

Personal Brand con il turbo

14 segreti per mettere il turbo al tuo Personal Brand

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Il Personal Branding è la maniera che, in teoria, tutti possiedono di poter costruire un mito intorno a sé. Come ogni mito che si voglia far rispettare, bisogna prima crearlo, e poi alimentarlo per bene. Così da rendere identificabile il proprio Personal Brand come solido marchio di fabbrica a cui affidarsi in ambito professionale e lavorativo.

La costruzione di un Brand personale ha molti vantaggi. Il più evidente è quello di riuscire a fabbricarsi dal nulla, o quasi, una credibilità come professionista. E quindi di fare in modo di catalizzare l’attenzione intorno a sé.

Una volta che il valore del tuo Personal Brand viene riconosciuto, la tua fama di professionista diventerà universale.

Lampadina per un Brand che si ricordi

4 modi per realizzare una strategia di Brand che si ricordi

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Quante volte ti sarà tornato in mente quel motivetto che ti riporta a uno spot preciso senza che ti ricordi del Brand che l’ha prodotto? Creare dei meccanismi mentali tali che facciano ricordare almeno un aspetto di un Brand è essenziale. La costruzione di immagini mentali è un processo che genera connessioni. E le connessioni sono tutto nelle esperienze ultra-sollecitate di coloro che vivono la contemporaneità in maniera intensa. Promuovere e fare Marketing significa sempre creare un Brand che si ricordi. Innescare un meccanismo tale che faccia tornare in mente qualcosa relativo a un Brand è tuttavia un’operazione complessa da realizzare.

Negli Individui le esperienze generano ricordi. E i ricordi vengono utilizzati da tutti nella vita quotidiana per confrontarsi con la realtà del presente. I ricordi sono il metro di paragone con il quale si misurano le esperienze del presente.

Le esperienze più significative, belle o brutte che siano, generano dei ricordi indelebili. I ricordi indelebili resistono al passare del tempo e al cambiamento delle situazioni di vita. I ricordi vengono riportati in superficie da associazioni di idee. Le associazioni di idee corrispondenti ridestano i ricordi dal torpore della memoria entro il quale sono stati relegati.

Reputazione di un Brand sui Social Media distrutta

7 errori che possono distruggere un Brand sui Social Media

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Sono in molti a ritenere che costruire un’immagine pubblica di un’Azienda sui Social Media sia un’impresa facile. E soprattutto alla portata di tutti. Che ci vorrà mai? Basta adottare gli stessi comportamenti (o quasi) che si adottano per il sito aziendale e via! Tutto ok? Non proprio. Oggi è molto più facile che i Social procurino problemi alle Aziende di quanti in realtà ne risolvano. Costruire o consolidare l’immagine di un Brand sui Social Media richiede competenza e attenzione. Molta. Perché se si sbaglia qualcosa, e sbagliare è facile, recuperare poi diventa difficile.

Il mondo dei Social è un mondo a sé stante che va compreso e analizzato a parte. Le regole per pubblicare sui siti, essere indicizzati, etc, sono note a tutti. Le regole, invece, per partecipare ai Social cambiano a seconda del mezzo. Un’analisi approfondita dei benefici effettivi che una partecipazione può aggiungere a un Brand va sempre fatta. Perché in molti casi è meglio non essere presenti piuttosto che dare segno di scarsa partecipazione o disinteresse nel mezzo.

Ogni mezzo ha inoltre un suo linguaggio preciso che deve essere compreso appieno, se lo si vuole sfruttare al meglio. Altrimenti è un parlare a chi non può, o magari non vuole, solo ascoltare.