Non uccidere la creatività

9 suggerimenti da seguire per non uccidere la creatività

Branding
tempo stimato di lettura: 3 minuti

Non è un mistero che ci siano persone che sono più creative di altre. O almeno che vengano ritenute tali. Per il lavoro che svolgono, magari. Oppure semplicemente perché hanno più possibilità rispetto ad altri di poter stimolare il loro lato creativo. Ma oltre ai creativi di professione c’è una fetta di individui che dimostra male, o non dimostra affatto, alcuna propensione alla creatività. Non sempre e non solo la carenza di creatività è imputabile esclusivamente a una propensione naturale a riguardo. In molti casi l’assenza di creatività è dovuta al fatto che si adottano comportamenti mentali errati. Comportamenti che producono l’effetto di allontanare gli stimoli dal processo creativo. Perché uccidere la creatività per i comportamenti errati, è un attimo.

La gente è pigra. È un dato di fatto. Il motto contemporaneo, largamente condiviso, è sempre quello del “minimo sforzo per il massimo rendimento”. Ma non sempre questo tipo di condotta produce risultati apprezzabili. Specialmente quando questo comportamento lo si vuole esprimere sempre alla massima potenza.

La mente agisce per modelli. La gran parte delle persone adotta comportamenti in relazione a ciò che si è vissuto (esperienza). Un atteggiamento mentale ampiamente condiviso è quello di applicare schemi noti a situazioni nuove. Questo produce un affievolimento delle necessità creative. Se non hai bisogno di pensare alle possibili conseguenze di un tuo atteggiamento perché già sai come andrà a finire, non hai bisogno di sforzarti per applicare nuovi schemi a situazioni ignote. Non c’è alcun bisogno di reinventare un processo ogni singola volta. Il riferimento tranquillo dell’esperienza bonaria annulla l’esigenza di dover essere creativi.

Centro del Native Advertising

Perché i video saranno sempre più al centro del Native Advertising

Comunicazione
tempo stimato di lettura: 3 minuti

Il medium è il messaggio. Ormai da tempo. Tanto più ora, che le forme di comunicazione si sono evolute nella maniera in cui nemmeno McLuhan avrebbe potuto prevedere. Oggi la comunicazione è sempre più costituita sui media visuali. I Social sono tappezzati di foto e di video. Le parole sono ugualmente importanti. Ma chi cerca una forma universale di comunicazione immediata deve sempre fare riferimento al visuale. Sfruttare questa forma espressiva per la pubblicità conduce direttamente al Native Advertising.

Il Native Advertising è una delle migliori forme per inserire messaggi pubblicitari all’interno di contenuti. Il Native Advertising ha bisogno di calarsi in maniera invisibile all’interno dei contenuti creati dagli Utenti per essere efficace.

E per riuscire a rendere visibile il suo messaggio senza essere d’intralcio all’esperienza dell’Utente. Il Native Advertising si nasconde all’interno delle timeline legittime. Per questo è una delle poche forme pubblicitarie sul cui funzionamento in rete sono in molti oggi pronti a scommetterci.

Come indicizzare un video su YouTube

Come indicizzare un video su YouTube

Social Media
tempo stimato di lettura: 4 minuti

YouTube è una delle poche piattaforme in cui è possibile guadagnare molto. Sia in popolarità, che è sempre la chiave giusta, ma soprattutto in ricavi. Non è un mistero che i video pubblicati su altre piattaforme eccetto YouTube sono praticamente a resa zero. È per questo che indicizzare un video su YouTube è una priorità per tutti: singoli o Aziende.

Certo i video pubblicati su Facebook possono far crescere la tua popolarità. Anche di molto. Ma i video pubblicati su Facebook non producono alcun risultato in termini economici. Non c’è possibilità di poter inserire la pubblicità sui video e guadagnare con le visualizzazioni.

Certo, per arrivare a ottenere riscontri economici su Youtube bisogna arrivare a fare grandi numeri. E per fare grandi numeri non basta solo pensare ai video. I video sono senz’altro importanti: è difficile dire quali siano gli inneschi che spingono su dei video rispetto a a altri. Ma è certo che è comunque possibile rivolgere delle attenzioni particolari per fare in modo di riuscire a ottimizzare al meglio i video che si caricano.

Come servirsi dei Social per fare Marketing in Politica

Come servirsi dei Social per fare Marketing in Politica

Comunicazione, Social Media
tempo stimato di lettura: 5 minuti

La Politica ha bisogno di consenso. Da sempre. Prima dell’avvento di Internet i Politici avevano bisogno di costruirsi, prima un solido consenso su base locale per poter sperare, poi, di venire eletti. I voti si prendevano perché si era conosciuti in paese oppure nel quartiere. Quindi da una anche piccola, ma solida base locale si poteva cominciare a scalare l’apparato verso l’alto. Dalla giunta locale si passava a quella provinciale e quindi, se la popolarità cresceva si poteva ambire a ruoli più importanti. Il Marketing in Politica era assolutamente inutile perché il consenso veniva dal basso delle relazioni sociali.

Oggi con la rete è tutto diverso. Il consenso si acquisisce e si mantiene online. Pensare di fare Politica oggi senza il supporto dei Social Media appare velleitario. I Politici devono essere vicini alle esigenze dei cittadini. Allo stesso modo in cui le Aziende fanno prodotti calzati sulle esigenze dei Consumatori. Il giudizio popolare oggi non è più nel passaparola oppure nel sostegno fornito dai vertici dei partiti. Oggi il sostegno proviene quasi esclusivamente dai Social.

Sapersi districare con eleganza dentro i vari Social Media non è semplice. Né facile. I Social rappresentano sempre un’arma a doppio taglio. Se da un parte possono fornirti un consenso epocale, dall’altro possono toglierti qualsiasi punto di riferimento. E stroncare qualsiasi seppur brillante carriera in poco tempo.

Quando si fa riferimento a dichiarazioni politiche, la maggior parte sono giudizi formulati sui Social Media. Si vedono telegiornali pieni di notizie riprese dai profili Facebook o Twitter dei Politici.

Strategie di Content Marketing in volo

4 strategie di Content Marketing che funzionano davvero

Content Marketing
tempo stimato di lettura: 2 minuti

La strada che porta al successo passando per il Content Marketing può anche essere lunga e tortuosa. Di certo la sfida dei contenuti è una strada capace di dare ottimi risultati se realizzata al meglio. Se questo accada poi a lungo o breve termine, è sempre una questione di continuità e di argomenti. Comunque pensare di raggiungere sempre in breve termine tutto e subito, non è realistico. Per trovare la soluzione che conduce alla massima resa di ciò che si pubblica, si devono sempre seguire strategie di Content Marketing.

Agire senza alcuna strategia significa agire al buio, sperando nella sorte, che possa essere positiva. Ma siccome non bisogna mai troppo fare affidamento sulla fortuna, è bene agire avendo in mente ben chiaro come operare. Non avere riferimenti non produce risultati.

Le prestazioni del sito devono essere sempre analizzate. Non è possibile gestire un sito web senza conoscere nel dettaglio cosa funziona e cosa no.

Tutto il concetto di Content Marketing si regge sulla performance.

E per riuscire a migliorare le prestazioni bisogna essere in grado di conoscere i dati. Solo conoscendo i dati è possibile capire cosa sta accadendo dentro il sito e perché. Senza analitica è difficile anche solo sperare nella fortuna.